La nebbia a gl’irti collicalendario-imbottigliamento-stampabile

piovigginando sale

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo

dal ribollir de’ tini

va l’aspro odor dei vini

l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi

lo spiedo scoppiettando

sta il cacciator fischiando

su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi

stormi d’uccelli neri,

com’esuli pensieri,

nel vespero migrar.

Quante volte abbiamo sentito queste parole pronunciate dai nostri maestri, figli e nipotini? Magari abbiamo ripetuto questa poesia anche noi più volte. Ma rileggerla a distanza di tempo e con qualche ruga in più sul volto ci dà l’impressione di scoprire una sensazione nuova, legata alla bellezza del tempo che scorre, ma anche alla staticità delle tradizioni.

E’ questo il periodo della fine vendemmia, il momento in cui le foglie si colorano di rosso, giallo, arancione e marrone, le ore in cui bisogna raccogliere l’ultima uva per fare il vino buono.

Ci sono dei piccoli trucchetti che risalgono a moltissimi lustri fa, addirittura all’epoca degli antichi romani, sull’imbottigliamento del vino. Molti di questi sono collegati alla luna. Quella che viene definita come “tradizione lunare” consiglia di imbottigliare i vini frizzanti al primo quarto di luna crescente, i vini a lungo invecchiamento all’ultimo quarto di luna calante e qualsiasi altro tipo di vino con la luna piena.

I vecchi saggi ricordano anche di prestare attenzione ai cambiamenti atmosferici. Il vino risente di ogni tipo di cambio di pressione, quindi occhio al meteo e agli sbalzi climatici. La giornata per imbottigliare deve essere soleggiata, mite, senza pioggia e senza vento. Non è semplice trovare la giornata giusta, ma per fare un vino veramente buono è necessario programmarsi per tempo con smartphone e applicazioni del meteo alla mano.

Gli antichi “uomini della terra” consideravano i mesi migliori per l’imbottigliamento settembre e marzo. Nel mese di marzo solitamente si imbottigliavano i vini che dovevano essere consumati durante quell’anno. Questo perchè durante l’inverno che segue alla vendemmia si depositano sul fondo tutti i materiali che non permettono di avere un vino limpido. Per i vini invece che non vanno consumati subito si preferisce, invece, il mese di settembre.