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	<title>Agriverde - Il piacere di vivere la natura</title>
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		<title>Offerte prodotti pet Febbraio 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il freddo si fa sentire in questo mese di febbraio, ma noi di Agriverde siamo sempre pronti a riscaldare le vostre giornate con nuove offerte e prodotti professionali ad hoc per i vostri amici a 4 zampe. Ecco di seguito il parterre di tutte le offerte dedicate ai prodotti pet per questo mese di Febbraio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il freddo si fa sentire in questo mese di febbraio, ma noi di Agriverde siamo sempre pronti a riscaldare le vostre giornate con nuove offerte e prodotti professionali ad hoc per i vostri amici a 4 zampe.</p>
<p>Ecco di seguito il parterre di tutte le offerte dedicate ai prodotti pet per questo mese di Febbraio 2012 (o comunque disponibili fino ad esaurimento scorte):<span id="more-1372"></span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">HILL’S</span></strong></p>
<ul>
<li>Acquistando 5 scatolette <strong>Umido Canine Adult gr. 370</strong> avrete in omaggio una vaschetta umido <strong>Cane Naturè Diet</strong></li>
</ul>
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<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/offerte-cani-agriverde-febbraio-2012.jpg"><img class=" wp-image-1373 alignleft" title="offerte-cani-agriverde-febbraio-2012" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/offerte-cani-agriverde-febbraio-2012.jpg" alt="offerte cani agriverde febbraio 2012" width="371" height="165" /></a></p>
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<li>Con l&#8217;acquisto di <strong>Canine mature  7+ mini kg. 1</strong>, si avrà un sacchetto in omaggio</li>
</ul>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/offerte-cani-agriverde-febbraio-2012-II1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1375" title="offerte-cani-agriverde-febbraio-2012-II" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/offerte-cani-agriverde-febbraio-2012-II1.jpg" alt="offerte cani agriverde febbraio 2012 II" width="348" height="210" /></a></p>
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<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Iams</span></strong></p>
<ul>
<li>Offerta lancio sulle confezioni <strong>Adult cane 3 kg</strong>: per i clienti Agriverde esclusivo <strong>sconto del 20%</strong></li>
</ul>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/iams.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1376" title="iams" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/iams.jpg" alt="iams cane" width="153" height="135" /></a></p>
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<ul>
<li>L&#8217;offerta lancio continua anche sulle confezioni <strong>Adult cane da 15 kg</strong>, in promozione a soli <strong>29,00 euro</strong></li>
</ul>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/iams-15-kg.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1377" title="iams-15-kg" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/iams-15-kg.jpg" alt="iams 15 kg" width="211" height="135" /></a></p>
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<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Petreet</span></strong></p>
<ul>
<li>Prodotti scontati anche nel settore pet dedicato ai vostri amici felini. Per questo mese di febbraio e fino ad esaurimento stock, trovate le <strong>scatolette umido gatto gr. 85</strong> a soli <strong>0,50 euro</strong></li>
</ul>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/petreet.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1380" title="petreet" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/petreet.jpg" alt="petreet" width="212" height="136" /></a></p>
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<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Guinzaglieria</strong></span></p>
<p>Per questo mese di febbraio 2012 Agriverde prevede anche prezzi ridotti su tutta la guinzaglieria, offrendo alla sua clientela uno <strong>sconto del 20%</strong></p>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/guinzaglieria-agriverde.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1381" title="guinzaglieria-agriverde" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/guinzaglieria-agriverde.jpg" alt="" width="249" height="160" /></a></p>
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<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Vi aspettiamo nel nostro punto vendita di Amantea il <strong>Lunedì </strong>dalle<strong> 08.00 </strong>alle<strong> 13.00</strong>, da <strong>Martedì </strong>a<strong> Sabato </strong>dalle<strong> 07.30 </strong>alle<strong> 13.00 </strong>e dalle<strong> 16.00 </strong>alle<strong> 19.30</strong>, e ogni <strong>Domenica </strong>dalle<strong> 07.30 </strong>alle<strong> 13.00</strong>.</p>
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<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
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		<title>Canny collar: il collare innovativo per addestrare il tuo amico a 4 zampe</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando portiamo a passeggio il nostro amato compagno a quattro zampe, spesso ci troviamo ad essere strattonati a destra e sinistra&#8230; quasi come se il padrone fosse lui. Ci sono infatti casi in cui sembra sia il cane a portare a spasso il suo fidato amico a due zampe, dirigendolo dove più lo aggrada. Sebbene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando portiamo a passeggio il nostro amato compagno a quattro zampe, spesso ci troviamo ad essere strattonati a destra e sinistra&#8230; quasi come se il padrone fosse lui. Ci sono infatti casi in cui sembra sia il cane a portare a spasso il suo fidato amico a due zampe, dirigendolo dove più lo aggrada.</p>
<p>Sebbene sia giusto assecondare i movimenti del nostro pet e lasciargli quanta più libertà possibile, non sempre questo risulta fattibile, specie nelle città. Ecco perché diviene fondamentale usare un collare, anche se i normali guinzagli non sono poi così funzionali. Ok direte voi. Ma allora come fare? Come è possibile tenere a bada l’amico a 4 zampe senza fargli male, tenendolo al contempo buono e tranquillo?</p>
<p>In realtà una soluzione c’è e si chiama <strong>Canny collar</strong>.<span id="more-1363"></span></p>
<p>Canny collar è un collare innovativo, studiato <a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/cane-guinzaglio.jpg"><img class="alignright  wp-image-1365" title="cane guinzaglio" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2012/02/cane-guinzaglio.jpg" alt="cane guinzaglio" width="214" height="184" /></a>appositamente per addestrare i cani e progettato per insegnare al tuo pet a non tirare il guinzaglio. È composto da un collare tradizionale con una fascetta da adattare al naso del cane e il guinzaglio si attacca dietro la testa, non sotto il mento.</p>
<p>Il suo funzionamento è un semplice sistema di pressione e rilascio. Quando il cane tira il guinzaglio viene applicata una leggera pressione sul ponte del naso e della bocca. Non appena il tuo cane smette di tirare, la pressione viene allentata, fornendo cosi un rafforzamento positivo ed un premio  per il giusto comportamento. È molto importante specificare che, grazie al suo design esclusivo, non si verifica nessuna stretta al collo del cane e la fascetta non darà così nessun fastidio. Questo consentirà quindi al pet di mangiare, bere e respirare liberamente.</p>
<p>Canny collar è un&#8217;idea semplice ed efficace per addestrare il tuo cane a farlo passeggiare poi con un collare standard. Infatti, una volta che il fido amico a 4 zampe si sarà abituato a canny collar, basterà semplicemente sganciare la fascetta dal suo naso e agganciare il guinzaglio al collare standard.</p>
<p>Sarà sufficiente un breve periodo e vedrai come sarà bello passeggiare con il tuo cane.</p>
<p>Raggiungici nel nostro punto vendita per acquistare Canny collar. Da Agriverde troverai diverse misure, dalla 1 alla 7, e potrai acquistare il modello più adatto alle esigenze del tuo amico a quattro zampe, a partire da <strong>€ 15,00</strong>.</p>
<p><object width="500" height="369" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/S1tixC0B7Y8?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="500" height="369" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/S1tixC0B7Y8?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Cuccioli ed alimentazione: dieta casalinga o commerciale?</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 14:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di amici a 4 zampe, uno dei fattori certamente fondamentali nella cura dei nostri cari animali è quello dell’alimentazione. Numerose sono le guide e i consigli che si trovano online dedicati a queste tematiche, ma oggi vogliamo riportarvi un estratto di uno dei vademecum certamente meglio strutturati e affidabili relativi alla salute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di amici a 4 zampe, uno dei fattori certamente fondamentali nella cura dei nostri cari animali è quello dell’alimentazione. Numerose sono le guide e i consigli che si trovano online dedicati a queste tematiche, ma oggi vogliamo riportarvi un estratto di uno dei vademecum certamente meglio strutturati e affidabili relativi alla salute di cani e gatti. Stiamo parlando della “<em>Guida alla Salute del Cucciolo</em>&#8221; della <em>Merial</em>, in cui, fra gli altri argomenti, troviamo un corposo approfondimento sull’alimentazione dei cuccioli.<span id="more-1350"></span></p>
<p>In particolare, nella parte su cui vogliamo focalizzarci viene spiegata la differenza fra la dieta casalinga e commerciale, analizzando le diverse esigenze nutrizionali di un cucciolo.</p>
<p><strong><em>I fattori principali per l’alimentazione</em></strong></p>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/12/cucciolo2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1353" title="cucciolo2" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/12/cucciolo2-300x247.jpg" alt="" width="248" height="205" /></a>Le esigenze nutrizionali di un cucciolo dipendono dalla sua taglia. Inizialmente, un cucciolo acquisisce peso molto rapidamente, ma tra i quattro e i sei mesi d’età la crescita ponderale rallenta (a quattro mesi nei cani di piccola taglia e a sei mesi nei cani di grossa taglia).</p>
<p>Come per molte cose, tanto la carenza quanto l’eccesso possono essere dannosi. Un cucciolo sovrappeso rischia di divenire un cane obeso e, soprattutto se di grossa taglia, di essere predisposto a malattie ossee e articolari. Per questo è importante pesarlo regolarmente, verificando che la crescita sia adeguata.</p>
<p>La nutrizione di un cane dipende  dal suo stato fisiologico (cane in crescita o adulto, cagna gravida o in lattazione) e sessuale (sterilizzato o intero). Gli alimenti pronti per il consumo, che siano scatolette o crocchette, sono formulati per soddisfare le esigenze specifiche dei diversi stadi della vita.</p>
<p><strong>Il cane ha bisogno di una dieta costituita da proteine,carboidrati (zuccheri), lipidi (grassi), vitamine e minerali.</strong> Le proteine sono i mattoni dei tessuti,mentre carboidrati e lipidi forniscono energia. Il cucciolo, rispetto al cane adulto, ha bisogno di un maggior apporto proteico per la crescita dei tessuti e di lipidi per l’energia.</p>
<p><strong>Col passaggio dalla condizione di cucciolo a quella di adulto, le esigenze nutrizionali si modificano</strong> e la razione “da cucciolo”lascia il posto a quella “di mantenimento”. I cani sedentario sterilizzati tendono a ingrassare con le diete di mantenimento e possono aver bisogno di una specifica dieta “light”. Sarà il veterinario a consigliare l’alimentazione più adatta per il proprio cane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La Dieta Casalinga</strong></p>
<p>Alcune persone non sono completamente <a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/12/cucciolo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1354" title="cucciolo1" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/12/cucciolo1-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>convinte dei vantaggi offerti dall’alimento  commerciale e preferiscono preparare in casa il cibo per il proprio cane. La dieta deve contenere proteine, carboidrati, grassi e vitamine indispensabili in quantità corretta.</p>
<p>Il veterinario potrà fornire i giusti consigli. Si deve fare  attenzione, perché in alcuni casi gli errori involontari nella preparazione della razione casalinga possono causare problemi seri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La Dieta Commerciale, umido o secco?</strong></p>
<p>Il cibo per cuccioli è disponibile in prodotti diversi in base alla taglia dell’animale.</p>
<p>Si tratta di alimenti completi perfettamente bilanciati, cui non occorre aggiungere altro. Si può scegliere tra cibi secchi (crocchette) e umidi (scatolette); le crocchette sono generalmente più pratiche ed economiche.</p>
<p>Qualsiasi sia la dieta scelta, il cucciolo deve sempre avere acqua fresca a disposizione.</p>
<p><strong><em>La scelta di una dieta commerciale dovrebbe basarsi su un principio di qualità; la gamma degli alimenti pronti comprende anche diete di alta qualità, spesso chiamate “premium” e “superpremium”.</em></strong></p>
<p>Questi prodotti di alta qualità sono a volte un po’ più costosi di altri, ma i risultati in termini di salute e condizioni del pelo del cane sono evidenti. La differenza di prezzo è dovuta principalmente alla qualità delle materie prime utilizzate, soprattutto le proteine. Inoltre, sono in genere alimenti molto appetibili e quindi molto graditi al cane.</p>
<p><strong><em>È necessario variare la dieta del cane? La risposta è: “no”.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/12/cane-ciotola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1356" title="cane-ciotola" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/12/cane-ciotola-300x211.jpg" alt="" width="230" height="162" /></a>I cani non hanno bisogno di  variare e possono mangiare con  entusiasmo lo stesso cibo per  tutta la loro vita. Inoltre, improvvisi cambiamenti di alimentazione possono causare disturbi digestivi. La quantità corretta di alimento da  somministrare è indicata sulla confezione.</p>
<p>In ogni caso, è importante controllare regolarmente il peso del proprio cucciolo e regolare la quantità di cibo in linea con la crescita ideale, come illustrato nel grafico della  crescita. Il veterinario conosce i fabbisogni nutrizionali del cane e può consigliare il cibo ideale per il proprio cucciolo.</p>
<p><strong><em>L’orario dei pasti</em></strong></p>
<p>Per un cane adulto, un pasto al giorno può essere sufficiente, tuttavia spesso si consiglia di suddividere l’alimento in due pasti giornalieri, soprattutto per i cani di grossa taglia. I cuccioli iniziano in genere con quattro pasti al giorno, ma la frequenza verrà ridotta gradualmente  nel tempo.</p>
<p><strong><em>Attenti ai vizi!</em></strong></p>
<p><strong><em>Il cane dovrebbe idealmente consumare soltanto i suoi pasti. </em></strong></p>
<p>Ma a volte è difficile resistere alla tentazione di viziarlo un po’. In questo caso,  è meglio evitare i dolci e concedergli invece “vizi da cane”. Inoltre, non si dovrebbe permettergli di “elemosinare” cibo dalla tavola, e ciò non  solo per ragioni nutrizionali, ma anche per motivi comportamentali; nel branco, infatti, condividere i pasti è un segno di dominanza.</p>
<p><strong><em>I cani dovrebbero mangiare separatamente dai loro padroni e mai ricevere cibo.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/12/cucciolo3.jpg"><img class="size-full wp-image-1352 alignleft" title="cucciolo3" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/12/cucciolo3.jpg" alt="" width="499" height="320" /></a></p>
<p><br/> <br/></p>
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		<title>Proteggi il tuo cane dai pericoli dell&#8217;inverno!</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 15:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’inverno è ormai alle porte, in tutta Italia le piogge si stanno facendo largamente sentire e le colonnine di mercurio stanno scendendo velocemente. Cappotti, sciarpe ed ombrelli sono ormai all&#8217;ordine del giorno&#8230; e i nostri amici a quattro zampe? Come reagisce il nostro fido cagnolino a questo periodo dell’anno così impervio? In primis come ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">L’inverno è ormai alle porte, in tutta Italia le piogge si stanno facendo largamente sentire e le colonnine di mercurio stanno scendendo velocemente. Cappotti, sciarpe ed ombrelli sono ormai all&#8217;ordine del giorno&#8230; e i nostri amici a quattro zampe? Come reagisce il nostro fido cagnolino a questo periodo dell’anno così impervio? In primis come ogni altro essere vivente.</p>
<p align="left">Fa freddo, quindi anche lui, come noi, patisce le basse temperature. Così, se a noi piace il tepore di una calda coperta o ambienti riscaldati, lo stesso vale per il nostro compagno canino. <span id="more-1237"></span></p>
<p align="left"><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/cane-inverno.jpg"><img class="size-full wp-image-1238 alignleft" title="cane inverno" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/cane-inverno.jpg" alt="cane inverno" width="168" height="169" /></a>Ma andiamo per gradi. Una buona abitudine, per chi ha deciso di tenere in cane in casa, è quella di rendere più confortevole il suo giaciglio con una <strong>copertina calda</strong>. In questo modo il tessuto farà da isolante fra il terreno e il suo corpo, tenendolo più al caldo.</p>
<p align="left">Stesso dicasi per chi lascia il cane all’aperto, ma in questo caso è bene tenere una maggiore cura nei suoi confronti, dato che le intemperie, anche sotto la cuccia, si fanno sentire. Vento, pioggia e neve rendono l&#8217;aria ancora più umida e fredda e il nostro cane potrebbe anche ammalarsi se non curato a dovere. Ecco perché è fondamentale <strong>controllare le cucce esterne</strong>, verificarne la stabilità e la consistenza, e in caso optare per l’acquisto di una nuova casetta per l’inverno. Potremo poi riusare la vecchia cuccia in primavera, quando il tempo sarà più mite.</p>
<p align="left">Altra considerazione da fare riguarda le <strong>passeggiate invernali</strong>. Freddo e ghiaccio sono un pericolo non solo perché rendono i marciapiedi e le strade scivolose, ma anche perché le piccole crepe su terreni e lastricati ghiacciati possono causare <strong>piccoli tagli</strong> ai polpastrelli del nostro amico a 4 zampe.</p>
<p align="left">Questo, combinato con il sale che viene <strong></strong>solitamente sparso sulle strade per evitare che queste si ghiaccino, possono causare molto fastidio al cane e creare piccole infiammazioni. Quindi attenzione e in caso sia necessario, usate delle creme lenitive.</p>
<p align="left">Anche il <strong>bagnetto</strong> è un’azione da compiere <strong><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/pet-invenro.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1240" title="pet-inverno" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/pet-invenro-300x225.jpg" alt="pet inverno" width="243" height="182" /></a></strong>con attenzione d’inverno. L’acqua deve essere <strong>calda</strong> e il pelo, poi, asciugato con un <strong>phon a</strong> <strong>temperatura media</strong>. Evitate getti troppo caldi. Evitate anche di uscire appena dopo il bagno. Sebbene il vostro compagno possa sembra asciutto, è possibile che ciocche di pelo o la cute, siano ancora bagnati e uscire fuori, al freddo, non sarebbe certo una cosa salutare.</p>
<p align="left">Ultimo consiglio riguarda l’<strong>alimentazione</strong>. Visto il freddo, durante l’inverno i cani consumano più energia per tenere una temperatura corporea idonea. È quindi possibile che il vostro cucciolo necessiti di un’alimentazione differente, per ottenere un apporto di calorie maggiore.</p>
<p align="left">In ogni caso, per qualsiasi dubbio, vi ricordiamo che i nostri esperti sono sempre a vostra disposizione e che nel nostro punto vendita trovate, per ogni stagione, i migliori prodotti per il vostro cane.</p>
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		<title>Agriverde: un impegno civile e concreto per la crescita del nostro territorio</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 15:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici di Agriverde]]></category>

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		<description><![CDATA[Sicuramente, la tutela dell’ambiente è uno dei temi più sentiti in questo periodo in cui il problema dei rifiuti e della salvaguardia delle eco-diversità è sempre più presente all’interno di telegiornali e giornali. Per questo Agriverde, da sempre a contatto con aziende e persone che amano e lavorano con l’ambiente circostante, punta a sensibilizzare l’opinione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente, la tutela dell’ambiente è uno dei temi più sentiti in questo periodo in cui il problema dei rifiuti e della salvaguardia delle eco-diversità è sempre più presente all’interno di telegiornali e giornali. Per questo <strong>Agriverde</strong>, da sempre a contatto con aziende e persone che amano e lavorano con l’ambiente circostante, punta a sensibilizzare l’opinione pubblica e a migliorare l’attività delle aziende che operano nel comprensorio del Basso Tirreno Cosentino.</p>
<p>In quest’ottica verranno istituiti alcuni <strong>corsi per i professionisti e organizzati eventi </strong>per gli appassionati di <strong>giardinaggio</strong>, <strong>enologia</strong>, <strong>prodotti tipici </strong>e <strong>cultura del territorio</strong>, per rimarcare l’importanza della tutela dell’ambiente che ci circonda.<span id="more-1214"></span></p>
<p>Così per organizzare al meglio tutto ciò abbiamo pensato di istituire “<strong>Gli amici di Agriverde</strong>”, che accoglierà tutti coloro vogliono proteggere e preservare il territorio in cui viviamo e con cui interagiamo quotidianamente, riscoprendo antichi valori, rispolverando tradizioni e scoprendo le nuove tecniche che consentono di migliorare la produttività senza danneggiare l’ambiente.</p>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/foto-incontro-sugli-innesti.jpg"><br />
</a><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/foto-incontro-sulla-potatura-dellolivo.jpg"><img class="size-medium wp-image-1216 alignleft" title="foto incontro sulla potatura dell'olivo" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/foto-incontro-sulla-potatura-dellolivo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/foto-incontro-sugli-innesti.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1217" title="foto incontro sugli innesti" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/foto-incontro-sugli-innesti-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I nostri “amici” saranno aggiornati sia con newsletter virtuali che cartacee, sia attraverso il blog presente sul nostro sito Web: <a href="../">www.agriverdecalabria.it</a>. In questo modo, avremo sempre a disposizione uno strumento che ci consentirà di confrontarci e crescere su tutte quelle tematiche che coinvolgono “il mondo verde” che ci circonda.<br />
Sperando di avervi presto tra i nostri amici e di passare con voi momenti in cui far crescere e sviluppare insieme una maggiore coscienza ambientale, vi aspettiamo nel nostro punto vendita con la nostra classica ospitalità e disponibilità.</p>
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		<title>Le fasi lunari e l&#8217;imbottigliamento: i trucchi da seguire per un vino perfetto!</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 14:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enologia]]></category>
		<category><![CDATA[fasi]]></category>
		<category><![CDATA[imbottigliamento]]></category>
		<category><![CDATA[lunari]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di vino, si pensa sempre alla raccolta dell&#8217;uva e al controllo del grado zuccherino. Fasi certamente molto importanti ma che non chiudono interamente l&#8217;iter legato ai prodotti vinicoli. Una delle fasi che rimane di notevole importanza, infatti, è l&#8217;imbottigliamento. Da tempo immemorabile le fasi e i cicli della luna regolano le attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di vino, si pensa sempre alla raccolta dell&#8217;uva e al controllo del grado zuccherino. Fasi certamente molto importanti ma che non chiudono interamente l&#8217;iter legato ai prodotti vinicoli. Una delle fasi che rimane di notevole importanza, infatti, è l&#8217;<strong>imbottigliamento</strong>.</p>
<p>Da tempo immemorabile le <strong>fasi e i cicli della luna</strong> regolano le attività dei contadini, e non solo…. C’è chi sostiene che si tratti di superstizione, c’è chi, al contrario, sostiene che l’attività lunare influisca direttamente sull’intero ciclo della natura.<span id="more-1190"></span></p>
<p>Ma cosa c&#8217;entra tutto ciò con il vino? C&#8217;entra e come! <a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/vino.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1201" title="vino" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/vino-150x136.jpg" alt="" width="150" height="136" /></a>La tradizione popolare, infatti, ritiene che il ciclo lunare possa influenzare l&#8217;esito dell&#8217;imbottigliamento del vino e questo a secondo delle sue fasi. A questo punto è facile porsi una domanda. Se è vero che la luna può portare benefici al vino, quando bisogna effettuare l&#8217;imbottigliamento? E come deve essere la luna?</p>
<p>Proprio per chiarire quanto più possibile questo dilemma, vi riportiamo di seguito uno schema ad hoc:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/fasi-lunari-e-vino3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1191" title="fasi-lunari-e-vino3" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/11/fasi-lunari-e-vino3.jpg" alt="" width="675" height="326" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>ULTIME  DATE  PER L’IMBOTTIGLIAMENTO  DELL’ANNO 2011</strong></p>
<p>Dal         10 novembre                    al            24 novembre</p>
<p>Dal         9 dicembre                        al            23 dicembre</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>DATE  PER L’IMBOTTIGLIAMENTO  ANNO 2012</strong></p>
<p>Dal         9 gennaio                           al            23 gennaio</p>
<p>Dal         7 febbraio                          al            21 febbraio</p>
<p>Dal         8 marzo                               al            22 marzo</p>
<p>Dal         6 aprile                                al            21 aprile</p>
<p>Dal         6 maggio                             al            20 maggio</p>
<p>Dal         4 giugno                              al            19 giugno</p>
<p>Dal         3 luglio                                 al            19 luglio</p>
<p>Dal         2 agosto                              al            17 agosto</p>
<p>Dal         31 agosto                            al            16 settembre</p>
<p>Dal         30 settembre                    al            15 ottobre</p>
<p>Dal         29 ottobre                          al            13 novembre</p>
<p>Dal         28 novembre                    al            13 dicembre</p>
<p>Dal         28 dicembre                      al            11 gennaio 2013</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Birra fatta in casa: i consigli dei nostri esperti!</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 09:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birre]]></category>
		<category><![CDATA[Birra]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[fatta in casa]]></category>
		<category><![CDATA[fermentazione]]></category>
		<category><![CDATA[kit]]></category>
		<category><![CDATA[luppolo]]></category>
		<category><![CDATA[malto]]></category>

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		<description><![CDATA[La birra è certamente una delle bevande alcoliche più diffuse in tutto il mondo. Le sue origini sono probabilmente databili intorno al settimo millennio avanti Cristo e si registrano nella storia scritta dell&#8217;antico Egitto e della Mesopotamia. La prima testimonianza chimica nota è datata addirittura intorno al 3500-3100 a.C. Come è ben noto ai più, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>birra</strong> è certamente una delle bevande alcoliche più diffuse in tutto il mondo. Le sue origini sono probabilmente databili intorno al <strong>settimo millennio avanti Cristo</strong> e si registrano nella storia scritta dell&#8217;<strong>antico Egitto e della Mesopotamia</strong>. La prima testimonianza chimica nota è datata addirittura intorno al <strong>3500-3100 a.C</strong>.</p>
<p>Come è ben noto ai più, la birra è prodotta attraverso un procedimento di fermentazione alcolica, con ceppi di <strong>Saccharomyces cerevisiae o Saccharomyces carlsbergensis</strong> di zuccheri provenienti da fonti amidacee. Fra di esse quella nettamente più usate è il <strong>malto d&#8217;orzo</strong>: ovvero l&#8217;orzo germinato ed essiccato.<span id="more-1156"></span></p>
<p>È bene considerare, però, che non solo <a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra-brin.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1181" title="birra-brin" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra-brin-300x231.jpg" alt="" width="223" height="171" /></a>il malto d’orzo può essere impiegato per fare una buona birra. Si può anche propendere per il <strong>frumento</strong>, il <strong>mais</strong> e il <strong>riso</strong>, solitamente combinati comunque con l&#8217;orzo. Ci sono poi altre soluzioni che prevedono l’utilizzo di piante più raramente impiegate nella realizzazione delle birre. Stiamo parlando della <strong>radice di manioca</strong>, del <strong>miglio sorgo</strong> in Africa, della <strong>patata</strong> in Brasile e l&#8217;<strong>agave</strong> in Messico.</p>
<p>Per chi decide di propendere per i <strong>cereali</strong>, è bene sapere che la produzione di birra si può fare, in linea di massima, con ogni tipo di cereale. Ci sono però delle accortezze da tenere. Il cereale impiegato deve essere preparato ad hoc, in modo che i suoi zuccheri diventino <strong>fermentabili</strong>. Come fare? Dipende dal caso. Ad esempio, in alcune circostanze (come per il mais) è sufficiente una semplice cottura. Diversamente, in altri casi si dovrà &#8220;maltare&#8221; il cereale.</p>
<p>Anche quando si parla di <strong>malto</strong> è bene definire alcuni paletti. Infatti bisogna ricordare che gli zuccheri presenti nei chicchi d&#8217;orzo non sono subito accessibili, bensì è necessario <strong>attivare precedentemente un enzima</strong> che parteciperà alla riduzione delle catene di zuccheri.</p>
<div id="attachment_1174" class="wp-caption alignleft" style="width: 249px"><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra-kit.jpg"><img class="size-medium wp-image-1174 " title="birra-kit" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra-kit-300x210.jpg" alt="" width="239" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">Kit per la preparazione della birra</p></div>
<p>Ok&#8230; ma come si fa? Semplice. L’operazione consiste nel far <strong>germinare i chicchi</strong>. Il processo si interromperà quando ci accorgeremo che l&#8217;attivazione enzimatica della germinazione è arrivata allo stato ottimale. Il composto così ottenuto viene denominato <strong>malto acerbo</strong>. A questo punto si procede alla cottura. In base al tipo di cottura eseguito si otterranno poi i differenti tipi di malto. Se, ad esempio, la cottura è fatta a basse temperature si otterranno dei <strong>malti chiari</strong>, chiamati anche <strong>lager</strong> o <strong>pale</strong>. Diversamente una cottura a temperature più elevate può portare a malti più scuri, fino a giungere ai <strong>malti neri</strong>. Si capisce facilmente, dunque, che il colore della birra stessa alla fine dipenderà dal grado di tostatura del malto.</p>
<p><strong>Ma come si prepara una birra?</strong> È possibile fare una buona birra in casa? La risposta è SI! E il procedimento non è nemmeno troppo complesso. In più non sono richieste attrezzature troppo costose. Infatti la produzione casalinga di birra rispecchia, di per se e ovviamente molto in piccolo, la produzione industriale. Ci basterà acquistare un semplice kit ad hoc (vedi figura in alto) ed il gioco è fatto! <em><strong>Ovviamente nel nostro punto vendita troverete tutto il necessario e i nostri esperti a vostra disposizione</strong></em>.</p>
<p>Vediamo di seguito il procedimento, passo dopo passo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>COME FARE LA BIRRA IN 3 SEMPLICI PASSI:</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1157" title="birra1" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra1.jpg" alt="" width="115" height="118" /></a>Preparazione del mosto</strong></span></h5>
<p>In prima battuta il malto viene versato in un contenitore in plastica e mescolato con la dose consigliata di zucchero ed acqua. Così facendo si darà origine al mosto di malto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1158" title="birra2" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra2.jpg" alt="" width="118" height="118" /></a>Attivazione della fermentazione</strong></span></h5>
<p>Il secondo passo prevede l’attivazione della fermentazione. Di conseguenza dovremo aggiungere il lievito al mosto di malto. È questo infatti il processo che dà inizio alla fermentazione. Attenzione: questa fase è molto delicata e prevede che il composto riposi tra i quattro ed i sei giorni, ovvero il tempo necessario a completare correttamente la fermentazione stessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1159" title="birra3" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra3.jpg" alt="" width="118" height="115" /></a>Imbottigliamento</strong></span></h5>
<p>Una volta terminata la fermentazione, non resta che eseguire l’ultimo passo: l’imbottigliamento. A fermentazione completata, infatti, la bevanda dovrà essere imbottigliata con un’apposita tappatrice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quanti tipi di birra esistono?</strong></p>
<p>Riuscire a catalogare la multitudine di birre presenti al mondo è davvero un&#8217;impresa quasi impossibile. Di certo la classificazione che trova maggior impiego è quella che si riferisce al tipo di lievito utilizzato e quindi al tipo di fermentazione. Partendo da questa considerazione possiamo dividere le birre in tre grandi classi:<em><strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Ale</strong></em>: sono prodotte con i lieviti della specie Saccharomyces cerevisiae e seguono un processo ad &#8220;alta fermentazione&#8221; che predilige temperature elevate. È il procedimento più antico che rimane tuttavia ancora profondamente radicato specie nella cultura brassicola anglosassone e fiamminga.<em><strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Lager</strong></em>: sono prodotte con i lieviti della specie Saccharomyces carlsbergensis e seguono un processo a &#8220;fermentazione bassa&#8221; che predilige temperature basse. Il procedimento industriale è più recente ma garantisce una maggior stabilità e ripetibilità, permettendo a queste birre di essere oggidi gran lunga le più diffuse sul mercato.<em><strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Lambic</strong></em>: sono prodotte esclusivamente in una regione del Belgio meridionale, dove il mosto è esposto a lieviti indigeni selvatici, come il Brettanomyces bruxellensis; il processo si sviluppa seguendo una &#8220;fermentazione spontanea&#8221;, che conferisce a queste birre caratteristiche uniche al mondo.</p>
<p><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra-boc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1172" title="birra-boc" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/10/birra-boc-300x193.jpg" alt="" width="204" height="131" /></a>Altre classificazioni di birre vedono: la <strong>Pils</strong> e la <strong>Bitter</strong>. La tipologia che attualmente va per la maggiore in Germania è detta <strong>Pils</strong> o Pilsener. Questo perchè originaria della città di Pilsen, in Boemia. Attualmente le Pils più classiche sono prodotte in Germania ed hanno un colore oro pallido. Di tanto in tanto possono avere anche dei riflessi verdastri. Le Pils hanno un perlage finissimo, schiuma persistente e aroma inconfondibile. Grazie all&#8217;abbondante luppolatura, che dà a questo tipo di birra un piacevole retrogusto amarognolo, le Pils risultando decisamente dissetanti. Le <strong>Bitter</strong>, invece, rappresentano la bevanda nazionale Inglese. Il primo approccio con questa birra non è mai facile, a causa del sapore forte e dei luppoli particolarmente amari impeigati. In Italia la Bitter ha fatto il suo ingresso da poco, ma ha già un buon seguito, nonostante gli italiani preferiscano sapori più morbidi. Il colore è rame scuro e in alcuni casi presenta sfumature che vanno dall&#8217;ambrato al bronzo. La schiuma è solitamente poco persistente.</p>
<p><strong>E le gradazioni? Che differenze ci sono fra birre doppio malto, light, ecc?</strong></p>
<p>Anche la gradazione alcolica rappresenta una suddivisione per le birre. Innanzitutto è bene precisare che il grado alcolico è misurato solitamente in percentuale di alcol sul volume della bevanda (&#8220;titolo alcolometrico volumico&#8221;), o in funzione della quantità di zuccheri fermentabili (presenti nel mosto prima della fermentazione e misurato in gradi Plato).</p>
<p>La legislazione italiana prevede le seguenti categorie:</p>
<ul>
<li><strong><em>birra doppio malto</em></strong>: oltre 14,5 gradi Plato</li>
<li><strong><em>birra speciale</em></strong>: oltre 12,5 gradi Plato</li>
<li><strong><em>birra</em></strong>: oltre 10,5 gradi Plato e titolo alcolometrico volumico superiore a 3,5%</li>
<li><strong><em>birra leggera</em> o <em>light</em></strong>: grado Plato compreso tra 5,0 e 10,5 e titolo alcolometrico volumico compreso tra 1,2% e 3,5%</li>
<li><strong><em>birra analcolica</em></strong>: grado Plato compreso tra 3,0 e 8,0 e titolo alcolometrico volumico inferiore a 1,2%</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Vendemmia 2011: le previsioni verso i minimi storici</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 11:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enologia]]></category>
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		<category><![CDATA[minimi]]></category>
		<category><![CDATA[raccolto]]></category>
		<category><![CDATA[uva]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mese di settembre è sinonimo di Vendemmia. E con essa la domanda di rito riguarda i volumi che si produrranno per l’anno in corso. In realtà, però, sembra che il 2011 non identifichi quella che si dice un’annata d’oro; visto che i dati sembrano delineare una vendemmia ai minimi storici. La considerazione viene direttamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mese di settembre è sinonimo di <strong>Vendemmia</strong>. E con essa la domanda di rito riguarda i volumi che si produrranno per l’anno in corso. In realtà, però, sembra che il <strong>2011</strong> non identifichi quella che si dice un’annata d’oro; visto che i dati sembrano delineare una vendemmia ai minimi storici.</p>
<p style="text-align: justify;">La considerazione viene direttamente dalle analisi condotte da <strong>Unione Italiana Vini</strong> e <strong>Ismea</strong> nella prima settimana di settembre. In base alle informazioni raccolte sui vigneti, emergerebbe una produzione che si attesta <strong>di poco al di sopra dei 42 milioni di ettolitri</strong>. Per essere più chiari <strong>circa il 10% in meno</strong> rispetto ai <strong>46,7 milioni</strong> registrati dall’Istat per il 2010.<span id="more-1117"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa comporta un dato di questo tipo? Gli scenari sono differenti. In primis un volume del genere riporterebbe l’Italia al <strong>secondo posto tra i Paesi produttori</strong> e quindi dopo la Francia (con una stima che si attesta intorno ai 49 milioni di ettolitri, +8%). Secondariamente, se confermato, potrebbe rappresentare uno dei <strong>più bassi livelli Italiani nella storia</strong>. Dal 1957 infatti si è scesi sotto i 43 milioni solo due volte: nel ’57 e nel 2007.</p>
<p style="text-align: justify;">I campanelli d’allarme erano già scattati con l’inizio dell’estate, <a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/09/uva-vino.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-1122" title="uva-vino" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/09/uva-vino-214x300.jpg" alt="" width="121" height="170" /></a>quando si intravedeva una lieve riduzione. I presagi si son fatti poi più significativi nelle settimane a seguire, quando le temperature hanno raggiunto valori record. Caldo e prolungata assenza di piogge hanno causato uno stress idrico ai grappoli, che hanno subito un processo di maturazione decisamente anticipato rispetto alla norma ed hanno visto una maggiore concentrazione degli zuccheri (causa la disidratazione delle uve). Tutto ciò individua una resa in vino minore.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è inoltre da dire che anche il ricorso alle estirpazioni con premio e abbandono definitivo, ha portato i suoi danni alla campagna vinicola. Ad esempio, considerando la scorsa campagna, sono state accolte domande di estirpazioni per <strong>9.288 ettari</strong>, che si vanno ad aggiungere ai <strong>22.312</strong> delle due campagne precedenti. Cifre davvero esorbitanti.</p>
<table width="502" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="3" valign="bottom" nowrap="nowrap" width="289"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Produzione di vino e mosto in Italia </strong></p>
<p>(migliaia di ettolitri)</p>
<p align="right"><strong>2009</strong></p>
<p align="right"><strong>2010</strong></p>
<p align="right"><strong>2011*</strong></p>
<p align="right"><strong>Var. % 2011/2010</strong></p>
<p>Piemonte</p>
<p align="right">2.858</p>
<p align="right">2.996</p>
<p align="right">2.850</p>
<p align="right">-5%</p>
<p>Valle d&#8217;Aosta</p>
<p align="right">22</p>
<p align="right">22</p>
<p align="right">24</p>
<p align="right">12%</p>
<p>Lombardia</p>
<p align="right">1.277</p>
<p align="right">1.349</p>
<p align="right">1.280</p>
<p align="right">-5%</p>
<p>Trentino Alto Adige</p>
<p align="right">1.254</p>
<p align="right">1.161</p>
<p align="right">1.060</p>
<p align="right">-9%</p>
<p>Veneto</p>
<p align="right">8.174</p>
<p align="right">8.351</p>
<p align="right">7.520</p>
<p align="right">-10%</p>
<p>Friuli Venezia Giulia</p>
<p align="right">1.130</p>
<p align="right">1.334</p>
<p align="right">1.270</p>
<p align="right">-5%</p>
<p>Liguria</p>
<p align="right">83</p>
<p align="right">70</p>
<p align="right">83</p>
<p align="right">18%</p>
<p>Emilia Romagna</p>
<p align="right">6.952</p>
<p align="right">6.601</p>
<p align="right">6.090</p>
<p align="right">-8%</p>
<p>Toscana</p>
<p align="right">2.772</p>
<p align="right">2.854</p>
<p align="right">2.710</p>
<p align="right">-5%</p>
<p>Umbria</p>
<p align="right">987</p>
<p align="right">875</p>
<p align="right">790</p>
<p align="right">-10%</p>
<p>Marche</p>
<p align="right">782</p>
<p align="right">927</p>
<p align="right">810</p>
<p align="right">-13%</p>
<p>Lazio</p>
<p align="right">1.527</p>
<p align="right">1.259</p>
<p align="right">1.070</p>
<p align="right">-15%</p>
<p>Abruzzo</p>
<p align="right">2.652</p>
<p align="right">3.028</p>
<p align="right">2.500</p>
<p align="right">-17%</p>
<p>Molise</p>
<p align="right">319</p>
<p align="right">271</p>
<p align="right">260</p>
<p align="right">-4%</p>
<p>Campania</p>
<p align="right">1.830</p>
<p align="right">1.869</p>
<p align="right">1.680</p>
<p align="right">-10%</p>
<p>Puglia</p>
<p align="right">5.920</p>
<p align="right">7.169</p>
<p align="right">6.800</p>
<p align="right">-5%</p>
<p>Basilicata</p>
<p align="right">144</p>
<p align="right">125</p>
<p align="right">100</p>
<p align="right">-20%</p>
<p>Calabria</p>
<p align="right">392</p>
<p align="right">323</p>
<p align="right">323</p>
<p align="right">0%</p>
<p>Sicilia</p>
<p align="right">6.175</p>
<p align="right">5.676</p>
<p align="right">4.540</p>
<p align="right">-20%</p>
<p>Sardegna</p>
<p align="right">550</p>
<p align="right">475</p>
<p align="right">500</p>
<p align="right">5%</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Italia</strong></p>
<p align="right"><strong>45.800</strong></p>
<p align="right"><strong>46.734</strong></p>
<p align="right"><strong>42.260</strong></p>
<p align="right"><strong>-10%</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: Istat; </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>*Stima Ismea-Uiv al 12/9/2011</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/09/vino-qualit%C3%A0.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1126" title="vino qualità" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/09/vino-qualit%C3%A0-300x240.jpg" alt="" width="209" height="168" /></a>Ma il 2011 non verrà annoverato solo come l’annata dei bassi volumi. Bensì anche come una stagione caratterizzata da una vendemmia di molto anticipata rispetto a quella che è la media. Facendo un brave calcolo, in alcune zone d’Italia si attestano anticipi anche di <strong>due settimane e a volte pure qualche giorno in più</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nasce a questo punto il discorso <strong>qualità</strong>. Perché se da un alto la raccolta può essere esigua, questa potrebbe essere soppesata da una qualità di alto livello. Tuttavia su questo punto i pareri sono davvero discordanti. Ad ogni modo sono previste punte di eccellenza e, in media, è previsto un incremento delle gradazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora cosa fare? Ascoltare certamente gli esperti. Mai come quest’anno è fondamentale adottare quanta più cautela possibile. Infatti, se da un lato i problemi sopra evidenziati hanno influito significativamente sulla vendemmia delle uve precoci, una bella pioggia nei prossimi giorni potrebbe far cambiare molte cose e quindi migliorare la situazione per le uve tardive.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Arresto di fermentazione e mancata partenza. Che fare?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 13:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enologia]]></category>
		<category><![CDATA[Arresto]]></category>
		<category><![CDATA[fermentazione]]></category>
		<category><![CDATA[grado zuccherino]]></category>
		<category><![CDATA[mancata partenza]]></category>
		<category><![CDATA[solfatazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[L’arresto di fermentazione è un inconveniente che può capitare durante il processo di fermentazione del mosto  che tiene in ansia il vinificatore. I motivi e le cause sono diversi, soprattutto per il piccolo appassionato che non ha una cantina con le attrezzature adeguate e la temperatura controllata . Infatti uno dei motivi è la  temperatura; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’arresto di fermentazione è un inconveniente che può capitare durante il <strong>processo di fermentazione</strong> del mosto  che tiene in ansia il vinificatore. I motivi e le cause sono diversi, soprattutto per il piccolo appassionato che non ha una cantina con le attrezzature adeguate e la temperatura controllata . Infatti uno dei motivi è la  temperatura; la fermentazione dovrebbe avvenire tra i <strong>18 gradi ed i 30 gradi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo la temperatura della cantina subisce degli sbalzi e nel caso si trovi fuori da questo intervallo, può provocare l’arresto della fermentazione o la mancata partenza. Cosa fare?<span id="more-1106"></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Portare la temperatura nelle giuste condizioni</strong>. Sotto questo intervallo bisogna procedere al riscaldamento della cantina ed aumentare la temperatura della massa riscaldando un parte del mosto (se la cantina non è molto grande è sufficiente utilizzare una stufetta elettrica posta vicino al tino).</li>
<li><strong>Arieggiare energicamente il mosto</strong>, spillando di sotto e versare di sopra; follare ripetutamente il cappello entro la massa.</li>
<li><strong>Aggiungere lieviti selezionati</strong> (ceppo bayanus) dopo averli rigenerati e nella dose di 40 gr. per hl. di mosto.</li>
<li><strong>Aggiungere</strong> contemporaneamente alla massa, dopo averlo sciolto con del mosto, un <strong>preparato di 50 gr/hl   ammonio fosfato bibasico e 5gr/hl di vitamina B1</strong> quali attivanti di fermentazione (Zimalina).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Desideriamo informarvi che il <strong>Metabisolfito di Potassio</strong> a contatto col mosto<strong><a title="vino rosso" href="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/09/vino-rosso.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-1108" title="vino rosso" src="http://www.agriverdecalabria.it/wp-content/uploads/2011/09/vino-rosso-293x300.jpg" alt="vino rosso" width="180" height="185" /></a></strong> libera <strong>So2</strong> (Anidride Solforosa); una parte di questo gas si combina con alcuni componenti del mosto evitando l’ossidazione degli aromi propri del vitigno, mentre la restante si libera.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio la So2 non combinata a svolgere attività <strong>antisettica</strong>, <strong>antibatterica</strong> ed <strong>antiossidante</strong>.  Alcuni  anziani vinificatori ritengono ancora che sia meglio evitare l’uso della So2, ma occorre sapere che questo gas serve a ritardare nell’ammostamento l’avviamento della fermentazione, favorendo la decantazione delle parti solide e la precipitazione delle fecce. Serve ad eliminare i lieviti cattivi presenti sulla buccia dell’uva ed a prevenire la formazione di batteri dannosi alla fermentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le indicazioni appena descritte valgono anche per altre cause:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eccessiva solfitazione</strong>. La mancata partenza può dipendere anche da un uso eccessivo dell’Anidride Solforosa la quale, se in uso eccessivo, come abbiamo sopra specificato, blocca l’attività dei lieviti; in questo caso occorre ben arieggiare la massa al fine di permettere la liberazione del gas, favorendo la ripartenza della fermentazione, dopo aver aggiunto lieviti selezionati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grado zuccherino dell’uva alto</strong>. Un grado zuccherino dell’uva alto (<strong>&gt; 21° babo</strong>) può provocare l’arresto della fermentazione. Infatti, durante la fermentazione, quando il grado alcoolico nel mosto raggiunge 11-12°, i lieviti che debbono ancora trasformare lo zucchero residuo vengono inibiti dall’alcool.  In questo caso, quando si ha a che fare con uve eccessivamente zuccherine, bisogna aggiungere alla massa, quando inizia la fermentazione, <strong>lieviti selezionati resistenti all’alcool</strong> (ceppo bayanus) o meglio lieviti nobili prodotti dal <strong>Laboratorio Zimotecnico Italiano</strong> di Firenze di sicura qualità fermentativa che agiscono, senza interferire con le proprietà organolettiche del mosto, anche in situazioni difficili (uve verdi, uve marce, cantina fredda, alte temperature).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cani e vaccinazione: la prevenzione inizia da cuccioli</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 22:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici a quattro zampe]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[cuccioli]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei problemi più sentiti, quando si adotta un piccolo cucciolo nella propria famiglia, è quello della vaccinazione. Spesso, però, disinformazione e cattive abitudini portano poi a problemi abbastanza gravi. Ecco perché è bene seguire alcuni passi fondamentali per la salute dei nostri amici a quattro zampe. Sebbene nei primi giorni di vita i cuccioli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei problemi più sentiti, quando si adotta un piccolo cucciolo nella propria famiglia, è quello della vaccinazione. Spesso, però, disinformazione e cattive abitudini portano poi a problemi abbastanza gravi. Ecco perché è bene seguire alcuni passi fondamentali per la salute dei nostri amici a quattro zampe.</p>
<p>Sebbene nei primi giorni di vita i cuccioli di cane subiscano l’influsso benevolo dell’allattamento, ricevendo così i principali anticorpi contro le malattie infettive, il successivo abbandono dell’allattamento materno nei giorni seguenti porta ad un costante decadimento delle protezioni. Essendo infatti il <strong>colostro</strong> a fornire la componente di anticorpi nel latte materno, andando su altre forme di alimentazione il passaggio alla vaccinazione diviene fondamentale.<span id="more-1068"></span></p>
<p>Ma qual è l’età giusta? In realtà è sempre consigliabile rivolgersi ad un veterinario. Questo perché non è proprio ideale procedere a braccio, dato che la prassi vorrebbe che si stabilisse un vero e proprio “programma vaccinale” per il cucciolo, tenendo conto di alcune informazioni come: razza, rischi legati all’ambiente e allo stile di vita, ecc. Ad ogni modo, in linea di principio, si può iniziare a vaccinare il cucciolo in un’età che sia compresa tra i <strong>42 e i 49 giorni</strong>. In più, per essere sicuri che la protezione sia efficace nel tempo, è bene fare un richiamo della vaccinazione dopo <strong>14/21 giorni</strong>.</p>
<p>Certo è che se si acquista un cane d’allevamento, è possibile che le prime vaccinazioni siano già state eseguite. Molti, però, fanno l’errore di non chiedere. È fondamentale per la salute del cucciolo, sapere se il processo di vaccinazione sia stato eseguito in ogni sua fase. Come essere sicuri di ciò? Semplice. Tutte le vaccinazioni che un cane si è visto sottoporre devono essere annotate su un taccuino ad hoc: un diario che potremmo definire quasi come una sorta di libretto sanitario del cane.</p>
<p>Ma quali malattie si devono combattere?</p>
<p>Innanzitutto bisogna eseguire la <strong>sverminazione</strong>, dato che i cuccioli sono soggetti alla <strong>verminosi</strong>. Questo a causa della ingestione di uova di parassiti, che possono essersi depositate sul pelo e sui capezzoli della madre o anche derivare dallo sviluppo pre-parto. Ecco perché è bene rivolgersi a chi di fiducia per somministrare un buon vermifugo, da ripetere poi periodicamente.</p>
<p>Altre malattie contro cui tutelarsi sono: la <strong>Parvovirosi</strong>, la <strong>Leptospirosi</strong>, l’<strong>Epatite infettiva</strong>, il <strong>Cimurro</strong> e <strong>Laringotracheite infettiva</strong>.</p>
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